Zineb Sedira, Maritime Chronicles


Preview 5 giugno 2014 - h. 18.30
6 Giugno - 19 Luglio 2014
Testo critico di Yasmina Reggad

La galleria Ricardo Crespi presenta Maritime Chronicles, mostra personale di Zineb Sedira, artista internazionale con sede a Londra.

L’artista, alla sua prima mostra personale a Milano, esporrà video e fotografie tra le sue opere più recenti.

Le opere presenti in Maritime Chronicles (Cronache marittime) gettano uno sguardo sul mare di Marsiglia, in Francia, e su Nouadhibou, in Mauritania. Attraverso fotografia e video installazione, la mostra racconta di esistenze in transito e spazi liminali, e affronta problemi di mobilità ambientale, geografica e culturale. Ridiscutendo il rapporto tra passato e futuro, l’artista presenta inoltre diverse metodologie per affrontare i problemi di trasmissione dei ricordi e dell'eredità culturale.

In quindici anni di pratica artistica, Sedira ha arricchito in modo inclusivo il dibattito intorno ai concetti di modernismo, modernità e le loro manifestazioni. Ha anche contribuito ad aumentare la consapevolezza dell’espressione artistica e l'esperienza dell’arte contemporanea in Nord Africa. Trovando inizialmente ispirazione nella ricerca della sua identità di donna, con una particolare geografia personale, l’artista ha gradualmente spostato il suo interesse dalle preoccupazioni autobiografiche alle idee più universali di mobilità e trasmissione della memoria. Sedira ha anche affrontato tematiche ambientali, geografiche e culturali, mediando tra passato e futuro. Usando ritratto, paesaggio, ma anche linguaggio e ricerca d'archivio, ha sviluppato un vocabolario polifonico, che spazia tra fiction e documentario e approcci più poetici e lirici. Sedira ha lavorato con installazione, fotografia, film, video e recentemente è ritornata alla produzione di ‘oggetti’.


Nel corpus del suo lavoro più recente, sviluppato in un silo di zucchero nel porto di Marsiglia, Sedira propone una possibile archeologia e lettura geopolitica delle risorse naturali, divenute merce. Nelle fotografie monumentali Sugar Silo (dittico), Sugar Mountain e Sugar Landscape III e III (2013), le montagne di zucchero stoccate nei magazzini assumono la forma di paesaggi, crateri, strati geologici e mappe topografiche. Una volta svuotati gli edifici, i residui di polvere di zucchero rimangono sui muri di Sugar Surface (2013), creando disegni astratti.

Lo zucchero grezzo che viene trasportato e stivato a Marsiglia è estratto dalla canna da zucchero nelle regioni tropicali e sub-tropicali del mondo - Africa e Oceania, Caraibi, Antille e coste dell'America Latina. Le diverse tonalità di ocra in questi zuccheri raccontano le storie di migrazioni umane, i viaggi infiniti attraverso i mari e gli oceani, e le triangolazioni delle rotte commerciali del XIX e del XX secolo.

Quella che fu sabbia intatta dal Sahara occidentale verso l'Atlantico, la costa della penisola di Nouadhibou (Mauritania), assomiglia ora al desolato set cinematografico di un film post apocalittico. La serie di fotografie Ship on Sand (2014) e il dittico Comings and Goings (2014) sono immagini spaventose di carcasse di navi arrugginite, danneggiate e abbandonate, fragili sculture galleggianti, ancorate nella sabbia, che minacciano di crollare in qualsiasi momento. Si allontanano o iniziano qui il loro viaggio?

Inoltre, Nouadhibou è l'habitat naturale degli uccelli esotici migratori che si fermano qui ogni anno. È parimenti la conclusione della tappa africana per gli aspiranti all'immigrazione clandestina e il punto di partenza per una terra promessa. Il commercio marittimo ha trasformato questo ricco ecosistema in un disastro ambientale e in discarica, dove le comunità locali hanno sviluppato economie parallele per rispondere alla domanda globale di metallo.

Simbolo ricorrente nella serie di fotografie di Nouadhibou, l’àncora, che aggancia il fondo del mare e tiene la nave saldamente in posizione, prefigura la meta e i ricordi che devono essere conservati e trasmessi.

Preservare e trasmettere i ricordi del passato, al fine di lasciare un'eredità per il futuro, è spesso il fulcro del lavoro di Sedira. La video installazione a tre schermi Transmettre en abyme (2013) esplora la collezione Detaille, un archivio fotografico marsigliese che raccoglie la produzione di tre generazioni di fotografi dal 1895 ad oggi, oltre al lavoro di un altro fotografo locale tra il 1935 e il 1985. Nel 1996 l'archivio di famiglia si è arricchito di interessanti testimonianze visive con l'acquisizione della collezione di Marcel Baudelaire - un ossessivo 'spotter' che compulsivamente fotografa le barche in arrivo e partenza nel porto di Marsiglia. Transmettre en abyme è una testimonianza unica di un artista che è lei stessa fotografa e collezionista di ricordi. Sedira svela visivamente e sottilmente i processi della documentazione e della classificazione. L'installazione richiama l'attenzione sul contributo alla storia locale marsigliese di fotografi poco noti. È anche un omaggio ai devoti "custodi dell’immagine" come Hélène Detaille, gli archivisti che hanno formato e custodiscono la memoria storica per le generazioni future.

Sedira ha iniziato la sua carriera a metà degli anni ‘90 a Londra, dopo aver completato gli studi alla Central St Martins, alla Slade School of Fine Art e al Royal College of Art. Vive a Londra e lavora tra Londra, Algeri e Parigi. Ha esposto presso: Bildmuseet (Umeå, 
Svezia), Nikolaj Art Center (København, Danimarca), Musée d' Art Contemporain [MAC] (Marsiglia), Palais de Tokyo (Parigi), Tate Britain (Londra), ICP Triennale (New York), Centre Pompidou (Parigi), Hayward Gallery (Londra), British Art Show 06, ICA (Londra), Brooklyn Museum (New York), Quadriennale per l'Arte Contemporanea (Roma, 2008), La Biennale di Venezia, Folkestone Triennial, Singapore Art Museum e Fundaciò Joan Mirò (Barcellona).

Sedira ha avuto mostre personali presso: Rencontres de la Photographie d'Arles, Cornerhouse, the Photographers’ Gallery, The Wapping Project, Rivington Place e John Hansard Gallery, recentemente ha esposto presso il Blaffer Art Museum e la Charles H. Scott Gallery.

Le sue opere si trovano in numerose e importanti collezioni pubbliche, tra cui: Deutsche Bank, Tate Modern, Centre Pompidou, Victoria and Albert Museum, Arts Council of England, Gallery of Modern Art, Glasgow, Sharjah Art Museum e Fond Nazionale d 'Art Contemporain.