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Wunderkammer: Ludovica Gioscia e Jebila Okongwu, Patterns of Trade


Preview 21 luglio 2015 h. 18.30

Riccardo Crespi presenta il terzo appuntamento con Wunderkammer un progetto che intende animare la programmazione della galleria con collaborazioni inedite o interventi site specific di artisti giovani o già affermati, italiani e internazionali.

Prendendo spunto dalla natura propria della Wunderkammer (o Camera delle Meraviglie), in Patterns of Trade,Ludovica Gioscia e Jebila Okongwu presentano nuove opere riguardanti le loro rispettive collezioni - personali e in qualche modo ossessive - di immagini e interrogativi sull’arte.

La collezione di Jebila Okongwu è formata da sculture di banane costruite con gli scatoloni dalla grafica stereotipata e ‘tropicalizzata’ che l’artista raccoglie rovistando nei mercati locali e nei negozi di frutta. Okongwu se ne serve per denunciare l'identità 'esotica' spesso impostagli come artista di origine africana. Inoltre gli scatoloni di banane sono stati trasportati in Occidente da Africa, Caraibi e Sud America, secondo le medesime rotte dei flussi migratori attuali o seguendo i precedenti percorsi della tratta degli schiavi nell’Atlantico, richiamando così l’attenzione sullo squilibrio della ricchezza globale e le controversie del commercio post-coloniale.

La collezione di Ludovica Gioscia si compone delle sue caratteristiche carte da parati in cui numerose immagini vengono compresse e ripetute come moduli bidimensionali. Ammassando immagini e pattern, l’artista indica cicli di compulsione e ossessione, ma anche di accumulo e distruzione. Entrambi i cicli riguardano i meccanismi psicologici che sono alla base delle strategie di marketing e del nostro rapporto con il consumo. Molte delle carte da parati stampate per Patterns of Trade, funzionano come ritratti olistici dei grandi brand i cui scarti sono ri-incorporati nei loghi modularizzati.

Per il loro progetto di collaborazione nella Wunderkammer, le collezioni dei due artisti si scontrano per indagare le strategie di marketing e le conseguenti gerarchie sociali, prodotte all'interno dell’economia capitalista globale. Entrambi gli artisti si dilettano con l’eccesso di offerta, l'accumulo, il colore ed il disegno: le banane cucite a mano di Okongwu sono appese accanto alle sculture di carta da parati stratificata e piegata di Ludovica Gioscia, in composizioni apparentemente piacevoli. Le tecniche di cucitura, stratificazione, piegatura e stampa utilizzate dagli artisti sono i medesimi processi che facilitano la fornitura e il consumo di massa, ma in questo caso siamo costretti ad ammettere che c'è un prezzo reale da pagare. Ci vengono ricordati i lati più oscuri dello sfruttamento del lavoro, della pericolosità delle fabbriche del mondo in via di sviluppo e delle ingannevoli tecniche di marketing attuate dai grandi brand per oscurare queste questioni.

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