Lisi Raskin, High Positive Void Coefficient


Preview 20 settembre - h. 18.30
20 settembre – 27 ottobre 2007
a cura di Gabi Scardi

“Chi controlla il presente  controlla il passato chi controlla il passato controlla il futuro”

George Orwell

 

Il 20 settembre apre a Milano, in via Mellerio 1, la Galleria Riccardo Crespi, un nuovo spazio espositivo per l’arte contemporanea, voluto e ideato da Riccardo Crespi.

Inaugura il suo calendario espositivo con la prima personale in Italia dell’artista americana Lisi Raskin, che presenta un lavoro appositamente concepito per la struttura a tre livelli della galleria. High positive void coefficient (termine utilizzato in ingegneria nucleare per spiegare la tendenza che la reazione a catena prende prima di una fusione in un reattore nucleare) è un’installazione multimediale che mette in scena uno spazio top secret, ermeticamente sigillato, monitorato da veicoli di ricognizione.

Intervenendo sull’intero spazio della galleria Lisi Raskin crea una complessa installazione, una sorta di teatro-laboratorio che, evocando visioni post-atomiche dà forma a tensioni, pericoli e paure, ai rischi reali e immaginari che corrono oggi gli abitanti della terra.

Gli elementi che strutturano l’opera sono video, disegni, strutture architettoniche e sculture.

Bunker, navicelle spaziali, ambienti ipertecnologici dotati di sistemi di controllo e di equipaggiamenti d’emergenza, gli ambienti di Raskin fanno riferimento alle ricerche e agli esperimenti più avanzati. A metà tra fiction e realtà, l’artista sembra mischiare scenari koubrickiani, da 2001 Odissea nello spazio a Dottor Stranamore, a reali fatti di cronaca, come Chernobyl, piuttosto che l’esplosione del sottomarino nucleare Kursk nelle gelide acque dello stretto di Bering; episodi tutti incentrati sulla minaccia del nucleare o comunque di una tecnologia mal gestita, non solamente quella dell’atomo, che può facilmente sfuggire dalle mani degli scienziati.

In questo, come nei precedenti lavori, la coscienza civile e artistica dell’autrice si fondono per sensibilizzare lo spettatore sui temi e i misteri della guerra, del nucleare, e di tutti quei misteriosi aspetti di ogni nazione che ci vengono tenuti sotto costante segreto.

Questi segreti portano l’artista ad immaginare spazi instabili, figurati e letterali in cui lo spettatore diventa protagonista di una coreografia di cui il mondo reale, fisico fa da sfondo, interagendo con uno spazio carico di ricordi e paranoie, quelle dell’artista stessa.

Molteplici vogliono essere le interpretazioni per il visitatore che ha a disposizione un’alchimia di indizi visivi, architettonici ed emotivi per poter trarre le proprie conclusioni.

Trasformare tutti i materiali, cambiare lo stato dell’oggetto – dice Lisi Raskin- per unire la forma e il contenuto - attraverso l’alchimia sia concettuale sia materiale, sia fisica che metafisica.