Kristine Alksne, Displaced Fractures


Preview 20 Settembre 2012 h. 18.30
20 Settembre – 3 Novembre 2012
Testo critico di Gabi Scardi

La Galleria Riccardo Crespi presenta Displaced Fractures, personale dell’artista lettone Kristine Alksne.

Le opere di Alksne hanno origine in una serie d’informazioni visive che l’artista coglie intorno a sé, nella realtà vissuta ogni giorno: una realtà fatta di fenomeni naturali osservati nella loro organica transitorietà e sin nei più minuti dettagli; e comprendente molti spostamenti, che si tratti di viaggi lunghi o di minime dislocazioni. Al suo sguardo attento non passano inosservati né i percorsi che camminiamo ogni giorno, né i paesaggi aerei che vediamo scorrere dall’oblò mentre voliamo da un continente all’altro. Elementi e dettagli dedotti da queste visioni vengono registrati e ricomposti in vibranti mappe di paesaggi immaginari.

Lo sguardo di Kristine Alksne è lieve, cristallino, antiretorico per eccellenza. I suoi panorami sono fatti di isole, di promontori e di arcipelaghi. Questi panorami sembrano essere stati sottoposti a una sottrazione di peso. Ma non sono evanescenti, anzi: nel lavoro di Alksne si coniugano vaghezza e precisione; leggerezza e definizione; i suoi paesaggi hanno coste frastagliate e rocce precisamente delineate.

In mostra una serie di dipinti a olio e alcune sculture, o meglio installazioni, che traggono il loro spunto dalla medesima iconografia.

Le installazioni sono state realizzate a partire da libri il cui volume è stato sagomato per dare loro la forma di paesaggi e completato con parti di cemento. I libri sono stati trovati per caso e recuperati; sono enciclopedie o testi di economia che rappresentano la cultura e la civiltà che abbiamo fondato nel tempo, ma la cui energia pareva essere giunta al limite estremo.

Oggetti apparentemente esausti, che sono stati invece sottratti allo scarto definitivo; la loro vita si prolunga così in quell’atto poetico che è l’opera.