Roee Rosen, Out / The Death of Cattelan


Preview 16 novembre 2011 ore 18.30
17 novembre 2011– 28 gennaio 2012
Testo critico di Antonio Somaini

La Galleria Riccardo Crespi presenta Out / The Death of Cattelan la prima personale in Italia dell’artista israelo-americano Roee Rosen.

Roee Rosen è artista, regista e scrittore. Uomo di straordinaria cultura, attraverso la sua opera utilizza magistralmente la provocazione intellettuale anche assumendo posizioni moralmente ambigue e punti di vista paradossali. La sessualità intrecciata alla politica, la questione israeliana e un’attenta osservazione delle dinamiche storico-sociali percorrono il suo lavoro intriso di ironia e una feroce critica alla contemporaneità.

Out (Tse)è il titolo del mediometraggio premiato nel 2010 alla 67esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia per la sezione Orizzonti e all’Internationale Kurzfilmtage di Oberhausen con l’ARTE Prize for a European Short Film. Recentemente il film è stato nominato per l’European Film Award - Short Film 2011 che sarà presentato a Berlino il 3 dicembre.

Il film si presenta come un ibrido tra un documentario, una fiction che fa eco ad un particolare genere di film horror, una scena erotica ed una riflessione politica.

La scena centrale - non recitata ma eseguita da due donne le cui preferenze nella vita reale includono elementi BDSM (Bondage-Domination-Sadism-Masochism) – ruota attorno ad un rituale in cui il pestaggio sadomasochista si trasforma in esorcismo: i dolorosi colpi assestati dalla Dominatrice portano la vittima a sputare citazioni del ministro degli esteri Avigdor Lieberman, noto esponente della destra israeliana.

L’antefatto, un’intervista alle due partecipanti, sembra dapprima un normale documentario sulle loro esperienze nella scena sado-masochista israeliana, ma ben presto si trasforma in un’esposizione della premessa narrativa dell’opera, secondo la quale una delle donne è posseduta dal Demonio, l’altra interpreta la figura dell’esorcista. La scena musicale finale è una canzone sulle parole di Letter to Mother del poeta russo Esenin. Eseguita in un’unica ripresa, la canzone non solo eleva e complica l’eco emozionale di quanto precede, ma è anche un omaggio diretto, benché distorto, alla scena finale di un altro film che esplora l’ibridismo, la sessualità estrema e la politica: WR, The mistery of the Organism, di Dusan Makavejev.

In The Death of Cattelan, 2011, una serie di 16 collage a tecnica mista, dalla quale è stata prodotta un’edizione di copie anastatiche, Roee Rosen costringe l’osservatore a decodificare una narrazione attraverso 16 pagine provenienti da fonti diverse – dai libri di favole ai siti di notizie agli annunci pubblicitari - tenendo nota di alcune parole cerchiate, l’osservatore può leggere parallelamente i testi originali ma anche un racconto. Il messaggio nascosto avrebbe a che fare con la fittizia morte di Maurizio Cattelan così come con il racconto della scomparsa di una brillante art consultant da parte del marito di lei. L’ibrido testuale rispecchia l’aspetto visivo saturato di illustrazioni proprie dei codici miniati medioevali, dei libri per bambini e di motivi erotici, ma anche di scarabocchi ossessivi di una mente cospiratoria che sospetta un possibile intrigo dietro le misteriose circostanze della tragedia della moglie e quella di Cattelan.Una interrogazione ambigua sul concetto di verità.

Il tema che Rosen  sta sviluppando tra le righe del suo scenario artistico è la morte, privatamente intesa, nel suo senso fisico, ma anche come un luogo nel passato, la memoria e la storia e – ancora più importante – dal punto di vista teorico, come un fatto dinamico. La morte nel lavoro di Rosen è viva e vegeta.

Il fulcro dell’azione di Roee Rosen si origina dalla mescolanza di arte visiva, letteratura e cinema per incontrare complesse narrazioni tra realtà e finzione, in mistificazioni rischiose e provocatorie.