Maddalena Sisto, Volevo le calze nuove


Preview 16 dicembre ore 18.30
17 dicembre 2010 - 29 gennaio 2011
a cura di Francesca Pasini

La galleria Riccardo Crespi presenta – Volevo le calze nuove - una mostra di opere inedite dell’artista piemontese Maddalena Sisto (Alessandria, 1951- Milano, 2000) concepita con l’idea di ripercorrere, in un’analisi retrospettiva, lo sviluppo di una personalità artistica già intuibile nei segni e nelle parole della sua infanzia.

Iltitolo è un estratto da una poesia scritta nel 1964 dove una Maddalena ragazzina lamenta la disperazione provocata dalla negazione di un desiderio semplice, come quello di voler distinguersi dalle coetanee con un paio di calze diverse, capaci di rispecchiare l’unicità del suo carattere.

Il percorso espositivo offre l’occasione di entrare in contatto con opere mai esposte in precedenza, come le grandi tempere su carta degli anni ’60-’70, nella prima sala, dove è possibile rintracciare alcuni leit motiv della Mad più conosciuta (l’indagine del femminile, la rappresentazione di stati d’animo universali, il ritratto acuto e ironico della società contemporanea) e, scendendo nel mezzanino, con documenti e materiali che attestano una precisa sensibilità compositiva, nei collage dei quaderni di scuola, come nelle buffe figurine di donne che osservava (e con le quali si identificava), create ritagliando carta di riciclo e decorate con le matite colorate.

Al piano inferiore un altro gruppo di disegni e collage su carta che riconducono a diversi momenti della vita di Mad: una sintesi che lascia trasparire la forza di un calligrafismo critico e di un segno, “al primo sguardo lapidario”, come lo definì Marisa Vescovo nel ’72 in occasione di una sua mini-personale.

L’incontro con un’arte che fin dalle sue prime apparizioni si propone come lucida registrazione della realtà e critica sociale e che apre, attraverso i suoi rimandi alla pittura del primo Novecento - dal realismo tedesco di Otto Dix e Georg Grosz alla visione metafisica Sironiana - a uno stratificato e vivace immaginario sulla storia, dagli anni ’70 fino al 2000.