Marcelo Moscheta, Terra incognita


Preview 25 Novembre 2009, ore 18.30
25 Novembre 2009 – 23 Gennaio 2010
Testo critico di Julia Trolp

La Galleria Riccardo Crespi presenta “Terra incognita” la prima mostra in Italia dell’artista brasiliano Marcelo Moscheta.

In mostra una serie di lavori concepiti appositamente per la galleria che svelano un collegamento spazio tempo con la città di Milano e l’Italia.

Terra incognita per l’artista è l’Italia, paese al quale è legato da origini familiari ma nel quale non era mai stato fino all’arrivo a ottobre per la preparazione di questa sua prima personale. Il paesaggio italiano è quindi per lui praticamente sconosciuto e nelle sue opere appare quasi come fittizio quando ricreato nelle serie di vecchie cartoline di paesaggi italiani da cui prende il titolo la mostra.

La terra è il fil rouge che unisce tutti i lavori proposti, realizzati dall’artista con tecniche diverse, dal collage al disegno, dalla fotografia all’installazione. Un concetto presente in tutta l’esposizione è infatti la trasformazione di qualcosa di sconosciuto ed estraneo, la terra incognita, in qualcosa di nuovo e individuale.

Le opere di Moscheta appaiono come dei romantici racconti visivi di luoghi quasi ideali, che non vogliono rappresentare in maniera oggettiva la realtà, ma ci portano nell’universo privato dell’artista, per mostrarci geografie nascoste e terre mai viste prima. Così con le opere di Marcelo Moscheta si ha la possibilità di rivisitare con altri occhi posti conosciuti, e di scoprirne con la sua particolarissima sensibilità qualcosa di differente. Come in Tourist Info, una sorta di nuova mappa di Milano: attraverso la tecnica del collage, alcuni dei principali edifici storici sono stati dislocati dal loro luogo d’origine e ricollocati in contesti assolutamente diversi. Nell’installazione Pre.Position.Post, viene ricodificata la geografia di Milano attraverso una serie di disegni filigranati che svelano le coordinate geografiche di alberi dislocati in vari punti della città, lo spettatore e’ invitato a seguirle e a individuare gli alberi e la loro localizzazione.

Come scrive Julia Trolp nel testo critico che accompagna la mostra:“Quello che il percorso espositivo ci mostra è dunque una geografia individuale, una nuova terra incognita: il mondo personale di Marcelo Moscheta.”