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Libia Castro & Ólafur Ólafsson


Preview 31 Marzo 2009, ore 18.30
31 Marzo 2009 – 2 Maggio 2009
a cura di Gabi Scardi

La Galleria Riccardo Crespi presenta la personale di Libia Castro e Ólafur Ólafsson, spagnola lei, islandese lui, coppia artistica che lavora in sinergia dal 1997. La loro ricerca artistica spazia attraverso vari media per focalizzarsi ultimamente prevalentemente sull’uso del video.

Sensibili al contesto, alle sue trasformazioni, alle tensioni e alle contraddizioni che percorrono un presente in perenne ridefinizione, Libia Castro e Ólafur Ólafsson concepiscono l’arte come un modo di leggere il mondo circostante e avvertono la necessità di mettersi in gioco contro l’automatismo delle situazioni accettate a priori.

Tra i fenomeni di ordine globale che li colpiscono emergono quelli legati all'orientamento trans-culturale del mondo attuale e alla sua conseguente mobilità, fino a poco tempo fa impensabile.

Tra le loro opere più note il music video Caregivers, che affronta proprio un aspetto di questa nuova mobilità.

Caregivers, le badanti, sono figure sempre più diffuse, ma non per questo più rappresentate o meno oppresse. Necessarie in Paesi in cui un individuo non autosufficiente diventa ingestibile rispetto a stili di vita basati su velocità, efficienza, formattazione degli spazi e dei nuclei familiari, queste donne, per aiutare le loro famiglie, affrontano una sorta di volontario autoesilio che le porta nei Paesi più ricchi, a prendersi cura delle infermità altrui. Vite ai margini, figure solitarie e sfuggenti, soggetti definiti nel ruolo ma come prive di identità individuale, il loro modo di vivere è legato al silenzio e al servizio, così la loro esistenza ci appare senza forma perché si adegua alle necessità di coloro che custodiscono. Tendiamo a osservarle da lontano, come fossero altro da noi, come se non ci riguardassero.

Alla ricerca di un linguaggio per esprimere tutto ciò, Libia Castro e Ólafur Ólafsson coniugano una doppia presa sulla realtà: quella di un reportage giornalistico preciso e analitico, a firma Davide Beretta, e quella di una registrazione documentaria, girata in uno scenario urbano, di momenti di vita quotidiana e di lavoro tra badanti e persone loro affidate.

A queste due dimensioni gli artisti ne hanno sommato una ulteriore, generata dalla musica. Così, se il testo fornisce cifre e dati e le immagini raccontano frammenti di storie vissute carichi di umanità, è la musica, che i due artisti hanno fatto appositamente comporre da Karólína Eiríksdóttir, a marcare la distanza tra queste due letture della realtà, sottolineando la complessa stratificazione di sensazioni, espressioni ed esperienze e connotando la situazione di un senso di surreale spaesamento.

In mostra, oltre a Caregivers, altre opere nate dallo sguardo attento e critico di questi due artisti, sempre interessati a individuare le molte domande che il presente ci pone e così attenti a evitare semplicistiche risposte.

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