Veronica Smirnoff, Morozka


Preview 14 Febbraio 2008 - h. 18.30
14 Febbraio - 5 Aprile 2008

La Galleria Riccardo Crespi è lieta di presentare Morozka, la prima personale di Veronica Smirnoff.

In mostra una ventina di quadri in cui emerge un profondo legame della giovane artista con la sua terra natale, la Russia.

Morozka è infatti una piccola contadina, protagonista di una favola russa, abbandonata dalla matrigna in una foresta nel mezzo di un gelido inverno. Lì incontra Padre Moroz che colpito dalla sua forza d’animo la salva.

Un richiamo non solo culturale ma anche alla tradizione estetica e figurativa russa, che si ritrova nei suoi personaggi immaginari e fiabeschi.

Figure che si staccano dal reale con aria malinconica, per entrare in una dimensione della memoria da cui traspare la sensazione di un’arte più silenziosa che non vuole imporsi, ma che rappresenta la realtà in maniera teatralmente scenografica.

Un percorso visivo che spazia dalla miniatura russa all’arte del primo Rinascimento, Bruegel, Bosch, per arrivare ai cartoons, alla tecnica del fumetto mantenendo sempre un aspetto e una valenza intensamente simbolista.                                                                                                      

La tecnica utilizzata è l’antica tecnica delle icone ortodosse: tempera all’uovo su piccole tavole di legno di betulla russa, trattate con gesso secondo le tecniche usate per le icone che ancora oggi così vengono preparate dalla comunità russa ortodossa.

Il riferimento alla cultura religiosa e visiva delle icone è forte, anche se il più immediato è al simbolismo onirico dei suoi quadri che esplicitano la ricerca introspettiva e psicanalitica nei confronti dei personaggi rappresentati.

Nelle sue opere è centrale la ricerca del dettaglio che si allarga e si sfuma in una pennellata, trasfigurando uno stato emotivo attraverso i colori vibranti delle vesti e le sfumature del cielo, a ricordare quasi la poesia di Chagall.

Un’arte quella di Veronica Smirnoff che si accende quando tutto si spegne, come un’icona moderna che trascende dal tempo, riprende la strada della bi-dimensionalità per riscoprire protagonista nei suoi quadri una nuova pittura figurativa inserita e interpretata in un contesto contemporaneo.

Un  catalogo accompagnerà la mostra con testo introduttivo di Remo Bodei e testi di Julia Trolp e Richard Birkett.