Stéphanie Nava, Recouvrements successifs


Preview 22 Novembre - h. 18.30
23 Novembre 2007 - 23 Gennaio 2008
Testo critico di Michele Robecchi

La Galleria Riccardo Crespi è lieta di presentare Recouvrements successifs, la prima personale in Italia di Stéphanie Nava.

Le “stratificazioni successive” a cui fa riferimento il titolo della mostra, si ritrovano nei disegni a matita e a carboncino e nelle installazioni in cui la giovane artista marsigliese ricrea ambientazioni scenografiche, set teatrali costruiti per permettere alle storie di accadere.

Stéphanie Nava, che ha trascorso alcuni anni della sua infanzia in una delle “case essenziali” di Le Corbusier a Marsiglia, rielabora un concetto personale di architettura dove elementi scenografici si frappongono ai dettagli urbani evidenti, ricreando una sorta di struttura scenica in cui l’essere umano agisce ripetutamente nel tempo.

Attraverso sovrapposizioni estetiche che sintetizzano la ricchezza del microcosmo urbano, emerge un’idea di comunità che trova nel contesto cittadino il suo ambiente naturale. Questi luoghi potrebbero essere definiti, con le parole di Walter Benjamin, luoghi della vertigine, per la loro capacità di proiezione verticale attraverso stratificazioni successive di tempi lontanissimi.

Il percorso artistico di Stéphanie Nava propone, attraverso la decodificazione strutturale dell’orizzonte metropolitano, una nuova indagine socio-architettonica che si snoda dalle periferie al centro, in cui gli spazi comuni diventano luogo antropologico di scambio.

Come emerge dall’etimologia dei titoli scelti per i lavori realizzati dall’artista, l’overlay, ossia la copertura, il rivestimento, è l’elemento che è presente nelle foto così come nei disegni e negli oggetti che verranno proposti nei tre spazi della Galleria Riccardo Crespi. Questa realtà laminata ritorna nelle sovrapposizioni che possono essere spaziali, come in Entre nous - dove il sottosuolo è esposto, visibile allo spettatore - che temporali, come in La Fabrication de la communauté - dove due figure sono disegnate una sopra l’altra, sovrapposte come in un tempo compresso - oppure racchiudere entrambi i livelli di lettura, come accade in Wall Drawing - una scultura dove un palazzo ne incorpora un altro, attuando una stratificazione legata alle epoche e agli stili.

In occasione della mostra l’artista realizzerà un disegno site-specific nel cavedio della Galleria che, disposta su tre livelli, si modula da spazio espositivo classico, a spazio domestico e abitativo, fino al mistero del basement sotterraneo.