Marta Sforni, N.O.W.


Preview 14 Novembre 2013 - h. 18.30
15 Novembre - 21 dicembre 2013

 

La Galleria Riccardo Crespi presenta N.O.W., mostra personale dell’artista Marta Sforni che raccoglie la sua recente produzione, dai monotipi ad una selezione di tele ad olio.

Il lavoro di Marta Sforni prende origine dalla storia decorazione e si concretizza in forme che si sfaldano diventando frammentarie e astratte: uno spazio intimistico e psicologico, simbolo della decadenza del nostro tempo.

L’artista costruisce nelle sue opere ampie allegorie in cui la riflessione sulla nozione del bello si mescola ad una ripetizione quasi contemplativa e - da italiana trasferitasi a Berlino - fa trasparire la distanza dalla propria formazione per rivisitare la propria eredità culturale.

 

Ogni elemento nelle opere di Marta Sforni è un frammento. Una costellazione di oggetti che facevano parte di un sistema estetico ideale ormai impossibile da ritrovare, se non attraverso un’indagine dei frammenti stessi. In questo modo ogni oggetto diventa il segmento di un discorso più complesso, uno spunto per confrontarsi con il momento storico attuale e una riflessione sull’ornamento.

Nell’opera di Marta Sforni l’elemento decorativo diventa simbolico e ricorrono il tema dello specchio e la nozione del tempo in una incessante ricerca che attraversa la storia dell’arte da Leon Battista Alberti a Tiziano, da Klimt a Matisse, a Morandi, fino a giungere a Frank Stella e Philip Taaffe.

In mostra al piano inferiore della galleria una quadreria di opere su tela di diverse dimensioni, i cui soggetti - lampadari, vetri, tessuti – sono scelti dall’artista appositamente per portare in primo piano il concetto di velatura e sottolineare l’importanza di un ideale di trasparenza: secondo Marta Sforni, infatti, l’uso della velatura permette di reinventare il ruolo della patina rimossa e di pensare al tempo come ad un’ombra simbolica.

Completano l’esposizione una serie di monotipi, stampati con un centenario torchio tedesco su carta Hahnemühle, un vero e proprio esercizio con il buio.