Heman Chong

Heman Chong, Failure, 2000/2005, bunch of postcards, variable dimensions Heman Chong, Failure, 2000/2005, bunch of postcards, variable dimensions

Nato a Muar, 1977. Vive e lavora a Berlino e Singapore.

Le opere dell’artista di Singapore Heman Chong evidenziano la differenza tra oggetti di uso quotidiano e opere d’arte. Un mazzo di cartoline, da lui presentate ad una mostra, vengono utilizzate come ferma-porta, irritando l’inconscio dei visitatori, fino a quando non si conosce la storia che c’è dietro (Chong manda le cartoline come opera d’arte a un gallerista il quale, sentendosi insultato poiché non le considera tali, le usa come ferma-porta e rimanda le cartoline – ormai sporche e usate – all’artista). Questo oggetto non pretende di essere considerato arte e perciò è invisibile secondo la nostra definizione e percezione di arte. L’opera di Chong ridefinisce quindi il concetto di Trompe l’oeil o di Simulazione.

(Valeria Sculte-Fischedick, Shin Il Kim, Seeing the invisible, cat. mostra, 2006, Galleria Riccardo Crespi, Milano)