Ragnar Kjartansson

Ragnar Kjartansson, Hot Shame - The Quest of Shelley's Heart, 2007, watercolour on paper, installation view at Galleria Riccardo Crespi Ragnar Kjartansson, Hot Shame - The Quest of Shelley's Heart, 2007, watercolour on paper, installation view at Galleria Riccardo Crespi

Nato a Reykjavík, Islanda, nel 1976, vive e lavora a Reykjavík.

Ragnar Kjartansson ama definirsi un bluesman: un artista romantico che utilizza il blues per purificare la sua anima. Incredibile talento performativo, Kjartansson è un artista eclettico capace di penetrare emotivamente il pubblico attraverso complesse installazioni in cui recita per ore, per giorni, portando sulla finzione scenica eroi malinconici, che raccontano una vita triste eppur incredibilmente bella, veicolo di passione lacerante  e disperazione. A contatto, fin dall’infanzia,  con l’ambiente teatrale islandese – i suoi genitori sono un’attrice e un regista - Ragnar Kjartansson sviluppa una pratica artistica che coinvolge i più disparati mezzi espressivi: dal video alla scultura, dalla musica ai disegni, dal canto alla performance. Nell’attività performativa Kjartansson riesce a  sintetizzare tutti i mezzi espressivi in uno stesso spazio temporale e visivo: spazio dell’illusione assoluta in cui interpretare, in una sorta di strano e lento trance, personaggi romantici e tristi, felici e sconfitti.

Hot Shame - The Quest of Shelley's Heart, 2007